Dall’intervento del Dr. Leo Breton al X Congresso Internazionale di Psichiatria di Madrid, agosto 1996:
“…e questo perché, stimati colleghi, solo quando tutti noi, e mi riferisco soprattutto agli scettici, a coloro che non hanno risparmiato critiche talora violente e assolutamente incomprensibili al lavoro che svolgo quotidianamente ormai da più di venticinque anni, quando tutti noi cominceremo a dare seria dignità a ogni dato proveniente dalla vita psichica degli individui, quando noi faremo ciò, solo allora potremo compiere quel salto esperienziale, quel salto quantico che l’umanità attende da millenni e che ci condurrà alla rivoluzione della coscienza universale.
Vedete, ancora una volta scorgo tra i volti di alcuni presenti quel dissenso sottile che accompagna la mia ricerca dall’origine. Ma sono proprio le straordinarie esperienze cliniche in mio possesso, il caso assolutamente incredibile di monsieur “G.” di cui vi ho illustrato poc’anzi, che dovrebbero indurvi a riflettere, a riconsiderare tutti i dati raccolti in anni e anni di ricerche difficili e silenziose sull’ipnosi regressiva, ad aprirvi agli infiniti mondi della nostra mente.
Siamo solo a un terzo della conoscenza dell’oggetto più complesso dell’Universo, quell’oggetto a cui tutti noi abbiamo votato dedizione e impegno. Il cervello potrà ancora svelarci i suoi misteri. Ma dovremo aprirci a lui, con umiltà e pazienza, ossequiosi verso l’infinita potenza dell’uomo e del suo Creatore. Vi ringrazio calorosamente per l’attenzione, spero di incontrarvi tutti. Au revoir!”

