Guido Giordani

Ho sempre avuto paura del vuoto, le vertigini mi hanno accompagnato sin dalla più tenera infanzia.  Ma negli ultimi tempi la fobia aveva raggiunto livelli inaccettabili.
Non riuscivo più a prendere aerei, ascensori, persino salire le scale era diventata un’impresa impossibile. Per la mia professione tutto questo era inaccettabile.
Sono un diplomatico presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi ed opero nel Servizio Culturale. Un lavoro faticoso, ma ricco di gratificazioni.
Sono originario di Trani, ho quasi cinquant’anni e mia moglie purtroppo mi ha lasciato più di sei anni fa. Non ho figli e il mio lavoro è tutto ciò che mi resta, dovevo risolvere il problema una volta per tutte.
Ho provato diversi medici e svariate terapie, ma senza successo.
Alla fine ho deciso di frequentare lo studio del Dottor Breton, un pioniere nella campo della terapia ipnotica. Con lui abbiamo iniziato esercizi di rilassamento e training autogeno, poi, molto lentamente siamo giunti all’ipnosi. Abbiamo cominciato a regredire ai primi anni di vita in cerca di episodi che avessero potuto provocare la paura del vuoto, ma non è emerso nulla di particolare. Allora ci siamo spinti alla vita intrauterina.
E’ davvero straordinario sperimentare le sensazioni del grembo materno, la coscienza di essere sospeso nell’acqua, il calore, il senso di pace.
Un giorno il Dottor Breton mi ha chiesto di varcare una porta, di spingermi al di là in cerca di qualcosa, di scegliere il tempo e il luogo. Non potevo crederci, ma è successo.
Quello che ho trovato ha sconvolto la mia vita.
Da allora sono sempre lì, alla Bibliothèque Nationale de France, nella sede storica in Rue de Richelieu. Sto cercando qualcosa che possa spiegare tutto. Qualcosa che si perde nelle paludi del tempo, nell’anno del Signore 1229.
No, non sono pazzo. E’ tutto assurdamente vero, ma vi prego, aiutatemi!